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Aveva quarantasei anni, un'officina meccanica avviata in un capannone alla periferia di Bergamo

Mi ha raccontato questa storia mentre reggeva la tazza con due mani, come se avesse ancora freddo dentro.

Tutto è cominciato una domenica mattina, con mio figlio adolescente che mi fissava da sopra il tavolo

Ilaria aveva quarantatré anni e un salone di parrucchiera in via Garibaldi, a Verona, quando Rosa le

Marta mi ha telefonato mentre stavo tagliando le zucchine per la parmigiana, e la prima cosa che ho sentito

Avrei voluto non immischiarmi, giuro. Ma quando ho sentito quell’uomo gridare nel cortile della scuola

Bologna, quartiere San Michele, primi giorni di marzo. Marco Ferrante aveva quarantatré anni e da undici

Marta teneva il telefono acceso sul comodino tutta la notte, con il volume al massimo, da quando Sofia

Graziella era in balcone, con la cicca tra le dita. Non fumava da undici anni, ma quella mattina aveva

Sette centimetri e mezz'etto di annurche — Sette, li ho misurati — mi disse Rosaria, appoggiando










