La frase che ha spezzato in due il Natale di Chiara Fontanelli

Chiara Fontanelli aveva compiuto cinquantadue anni in un ristorante di Bergamo, con la torta ancora sul tavolo, quando qualcuno le mostrò il telefono e disse: guarda cosa hanno scritto di te. Lei posò la forchetta. Non aveva ancora finito il tiramisù.

Per vent'anni era stata Sofia Bellandi, la figlia adolescente della sitcom "Famiglia al completo", trasmessa su Canale 5 e ripresa per anni in syndication pomeridiana. Ogni bambino cresciuto negli anni Novanta in Italia conosceva quella famiglia allargata, quel divano a righe, quella ragazzina che risolveva ogni crisi domestica in ventidue minuti. Poi il silenzio, i corsi di recitazione a Milano, il matrimonio con un ex giocatore di hockey trasferitosi in Val Pusteria, tre figli, una casa a Bolzano con vista sulle Dolomiti.

A quarant'anni tornò in scena nei film di Natale, e alla fine per Rete Serena, il canale che negli ultimi dieci anni aveva costruito un intero palinsesto invernale fatto di paesini innevati, panetterie familiari e baci sotto il vischio a due minuti dai titoli di coda. Chiara ne divenne il volto: diciassette film in dodici stagioni, autografi ai centri commerciali di Verona e Padova con la fila che arrivava fino al parcheggio.

Nel 2022 lasciò Rete Serena per Cuore Italiano Media, un'emittente più piccola, di proprietà familiare, che voleva costruire un catalogo di film "dai valori tradizionali". Chiara entrò come direttrice creativa: doveva scegliere le sceneggiature, approvare i cast, decidere quali storie sarebbero arrivate in onda a dicembre. Per mesi nessuno se ne accorse davvero. Poi arrivò l'intervista.

Era un pomeriggio di novembre, in un salottino di un albergo di Milano. Il giornalista del Corriere le chiese se Cuore Italiano avrebbe mai raccontato, in uno dei suoi film natalizi, la storia di una coppia omosessuale. Chiara rispose senza esitare, con la stessa voce ferma con cui per anni aveva letto le battute finali dei suoi film: "Penso che Cuore Italiano continuerà a mettere al centro il matrimonio tradizionale."

Diciotto parole. Bastarono per far esplodere tutto.

L'intervista uscì un martedì mattina. Entro sera, il suo nome era il primo argomento discusso su ogni social. Bianca Melato, giovane conduttrice che aveva lavorato con lei a Rete Serena, pubblicò un video in cui la accusava di aver "chiuso una porta in faccia a milioni di persone". L'attrice Marta Corsini definì quelle parole "dannose, soprattutto per chi le ascolta a quindici anni e sta ancora capendo chi è". Un'associazione per i diritti LGBT diffuse un comunicato durissimo. Qualcuno tirò fuori vecchie foto dei suoi film, cercando in ogni inquadratura un segnale che prima nessuno aveva notato.

L'amministratore delegato di Cuore Italiano, Marco Sabatini, la chiamò la sera stessa. Chiara era in cucina, il telefono incollato all'orecchio con la spalla mentre versava il caffè, e la mano le tremò appena quando lui disse: "Devo fare una nota. Devo dire che era un'opinione personale, non la linea dell'azienda." Lei posò la caffettiera sul fornello spento. "Dilla," rispose. "Ma io non ritratto niente." Sabatini rimase in silenzio per due secondi buoni, poi disse solo: "Lo so." E chiuse.

Chiara scrisse la sua risposta quella notte, seduta alla scrivania con la finestra alle spalle e i fari delle auto che scorrevano lontano sulla statale della valle. Registrò il video con il telefono appoggiato su una pila di libri, tre volte, cancellando le prime due. Disse di amare profondamente ogni persona, disse che l'intervista era stata tagliata, che certi media vivevano di divisione. Non tolse una sola parola su quello che aveva detto sul matrimonio.

A dicembre Cuore Italiano annunciò comunque il palinsesto natalizio: dodici film, tre con Chiara protagonista, altrettanti da lei supervisionati. Tra questi "Un Natale a Bressanone", la storia di due sorelle che ereditano la pasticceria del padre morto. Usciva il 6 dicembre, weekend dell'Immacolata.

Alla prima, in un cinema di Trento, fuori dall'ingresso una ventina di persone reggeva cartelli contro l'esclusione; dentro, centinaia di fan aspettavano Chiara con le vecchie videocassette di "Famiglia al completo" ancora nella custodia originale.

Fu nel corridoio dietro il palco che un'assistente le mise davanti il telefono: sul canale streaming dell'azienda era appena comparso un contenuto extra, una vecchia puntata mai andata in onda con Bianca Melato, montata e pubblicata quella sera senza che nessuno gliela avesse fatta approvare. Chiara guardò lo schermo, il pollice fermo sopra il video senza toccarlo, poi rialzò la testa perché qualcuno la chiamava per la foto di rito. Sorrise, rispose a tre domande sul film, e tornò a casa quella notte con la sceneggiatura del prossimo progetto ancora nella borsa, senza nemmeno aprirla.

Il giorno dopo si fece portare il contratto sui contenuti streaming. Trovò la clausola che cercava, la segnò con un evidenziatore giallo passandolo due volte sulla stessa riga, e scrisse l'email a Sabatini in dieci minuti, senza correggere nulla. Il video sparì dal sito prima di pranzo.

Bianca la chiamò quella sera. Chiara lasciò squillare due volte prima di rispondere, il telefono in una mano e nell'altra il tappo della penna con cui stava ancora correggendo pagine.

"Non volevo che finisse così," disse Bianca. La voce le si incrinò a metà frase.

"Lo so," rispose Chiara.

"Ti odiavo per quella frase. Un po' ti odio ancora."

"Anche questo lo so." Chiara girò il tappo tra le dita, poi lo posò sul tavolo. "Ma il video l'ho tolto io, non l'azienda. Volevo che lo sapessi da me."

Bianca non disse niente per un momento. Poi: "Buon Natale, Chiara."

"Buon Natale."

Chiuse la telefonata e restò seduta ancora un minuto, la penna in mano, prima di tornare alle pagine da correggere. Il film incassò più di ogni altro titolo natalizio dell'anno. Chiara restò alla guida creativa dell'emittente, il tiramisù di quel compleanno ormai un ricordo lontano quanto le prime foto di scena di "Famiglia al completo" — qualcosa che, come tutto il resto, aveva imparato a lasciare a metà senza che le pesasse più.

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