„La preghiera di nonna Teresa”

Ogni domenica Teresa Romano accendeva una candela nella piccola chiesa del suo paese, sulle colline vicino a Bari.

Pregava sempre per la stessa persona.

Suo nipote Matteo.

— Signore, non voglio niente per me. Proteggi soltanto quel bambino.

Matteo aveva dodici anni ed era nato con un problema al cuore.

Sua madre, Francesca, aveva trascorso più tempo negli ospedali che a casa.

Ogni volta che il telefono squillava, Teresa sentiva il cuore fermarsi.

Un pomeriggio arrivò la chiamata che temeva da anni.

— Signora Teresa, Matteo deve essere operato con urgenza.

Quando arrivò all’ospedale di Bari, trovò la figlia in lacrime.

— Mamma, ho paura.

Teresa le prese il viso tra le mani.

— Anch’io.

— E allora perché sembri così forte?

Teresa guardò la porta della sala operatoria.

— Perché quando un bambino ha paura, gli adulti non hanno il diritto di arrendersi.

L’intervento durò ore.

Teresa continuava a stringere il piccolo rosario che portava con sé da quarant’anni.

Quando finalmente il chirurgo uscì, si tolse la mascherina.

— È andato tutto bene.

Francesca scoppiò a piangere.

Teresa invece rimase immobile.

Poi si fece lentamente il segno della croce.

Qualche mese dopo Matteo correva sulla spiaggia di Polignano a Mare inseguendo un pallone.

— Nonna! Guarda quanto corro!

Teresa lo osservava dalla panchina con gli occhi pieni di lacrime.

Non desiderava una casa più grande.

Non desiderava soldi.

Non desiderava viaggi.

In quel momento possedeva già tutto.

La salute di un bambino.

Il suo sorriso.

La sua vita davanti.

Che Dio doni a ogni bambino salute, una vita felice e una famiglia capace di amarlo.

Perché non esiste felicità più grande di vedere un bambino stare bene. 🙏❤️

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