Quando Lucia vide suo marito seduto davanti alla porta, con una teglia di lasagne sulle ginocchia, pensò di aver sbagliato pianerottolo.
Carlo non tornava a casa da ventitré giorni.
Dopo quarantadue anni di matrimonio, se n’era andato con due camicie e il vecchio borsone da calcio. La lite era scoppiata durante il pranzo della domenica, davanti ai figli e ai nipoti.
Carlo aveva annunciato di voler vendere la piccola casa ereditata dai genitori in Umbria. Lucia era rimasta sconvolta. In quella casa avevano trascorso tutte le estati della loro vita.
— Hai già deciso tutto senza di me, come sempre! aveva gridato.
— Perché con te ogni decisione diventa una guerra! aveva risposto lui.
Poi Carlo era andato a stare dal fratello.
Lucia aveva raccontato a tutti di stare benissimo da sola. Preparava il caffè soltanto per sé, guardava i programmi che preferiva e dormiva al centro del letto.
Ma ogni sera lasciava accesa la luce del corridoio.
Quella domenica Carlo sollevò la teglia.
— Le ho fatte io.
Lucia lo fissò incredula.
— Tu non sai cucinare.
— Ho telefonato tre volte a nostra figlia.
— E perché sei qui?
Carlo respirò profondamente.
— Perché ho scoperto che non voglio vendere la casa. Volevo farlo solo perché temevo di non riuscire più a mantenerla. Mi vergognavo di dirti che i soldi non bastano come prima.
Lucia sentì svanire tutta la rabbia che aveva preparato per quel momento.
— Avresti potuto parlarmene.
— Lo so. Ma per un uomo della mia età è difficile ammettere di avere paura.
Lucia aprì la porta.
— E per una donna della mia età è difficile ammettere che senza di te questa casa sembra enorme.
Mangiarono le lasagne direttamente dalla teglia. Erano troppo salate e bruciate ai bordi, ma Lucia disse che erano buonissime.
Quella sera decisero di affittare la casa umbra nei mesi estivi e di conservarla per la famiglia.
Prima di addormentarsi, Carlo le prese la mano.
— Ho fatto io il primo passo.
Lucia sorrise nel buio.
— Sì, ma sono stata io ad aprire la porta.
E forse è proprio questo il segreto: uno deve trovare il coraggio di tornare, l’altro quello di lasciarlo entra
